Benvenuti in un capitolo speciale di Chridhe of the books. Questo spazio non ospita un archivio di lettura, ma è il nucleo in cui le pagine scritte prendono vita e si trasformano in suono. "Echi dal sangue" è il mio secondo album musicale (disponibile su Spotify e Suno come Chridhe88 o YouTube e molte altre piattaforme): 10 tracce nate dall'abisso delle mie letture più profonde, dove ogni canzone è legata a me e ai libri, a una filosofia o a un'immagine che ha impresso la mia anima. Quello che state per leggere è il retroscena intimo, spirituale e visivo di una di queste tappe. Trovate tutti i collegamenti ai miei mondi artistici e ai servizi di streaming nella mia pagina ufficiale Beacons
Praise the Anchor: La Vittoria della Vita Reale, la Complicità Nerd e il Congedo dall'Ancora
Il viaggio dentro le stanze blu di Echi dal Cuore si è ufficialmente concluso. In quell'inizio, la mia scrittura si muoveva in un labirinto di pensieri e aveva un disperato bisogno di scudi geometrici, di archetipi presi in prestito e di simboli per proteggersi dal dolore.
Usavo il cuore degli altri per osare guardare il mio, parlavo attraverso lo specchio per non mostrare la pelle nuda.
Nella prima trilogia di "The Anchor", Lui era il mio porto sicuro nel rumore bianco del mondo, l'áncora a cui aggrapparsi per smettere di tremare nella tempesta.
Ma la guarigione non è un rifugio statico, non è una prigione dorata in cui restare congelati. C'è un momento preciso in cui lo specchio deve andare in frantumi, in cui le protezioni devono crollare definitivamente per lasciare spazio alla carne.
Benvenuti nella fase della Rottura. Benvenuti in Echi dal Sangue.
Praise the Anchor (Furia nell'Anima) è il terzo capitolo e terzo singolo dell'album.
Una traccia nata sotto il segno di una dedica che rivendico con orgoglio:
una parodia, ma neanche tanto( nata da uno scherzo e finita per essere un bel pezzo )
Prima di rimettere le mani nei prossimi brani (che vi assicuro peseranno tantissimo e torneranno a essere drammaticamente passionali, oscuri e viscerali alla mia maniera) c'era il bisogno vitale di una boccata d'aria.
C'era il bisogno di ridere in faccia al buio e ricaricare i sistemi con la complicità più pura.
Sappiatelo:
questa canzone non è solo un momento di svago, ma l'ultimo, grandioso atto di una saga epica.
Con questo brano si chiudono definitivamente i due grandi archi di "The Anchor".
Nel terzo album, "First Ego", questo concetto non ci sarà più.
Come ho già scritto nell'articolo manifesto "Dall'Abisso alla Voce", il terzo album sarò io in una versione totalmente indipendente. Sarò io che scrivo per me, per chi sono io, senza più bisogno di appoggiarmi a nessun porto sicuro.
Se nel primo album "Praise my sun" era un’immersione totale in un’atmosfera dark fantasy cupa, erotica e solenne, questo pezzo compie un atto di sabotaggio intellettuale assoluto.
Prende quegli stessi archetipi divini (il Cavaliere Dorato, il Sole a cui votarsi, la Secret Succubus che si muove nell'ombra) e li scaraventa con violenza, ironia e potenza rock nella nostra vita quotidiana di coppia.
Siamo entrambi profondamente nerd, e l'universo di Dark Souls non è solo un passatempo, è la mappa stessa della nostra evoluzione.
Chi mi segue dall'inizio ricorderà che nel primo album, nella canzone "Il Portale (The Anchor Part III)", cantavo esplicitamente che lui era come Sif.
In quell'era, Sif era il guardiano leale, la sentinella immobile nel freddo ferma fuori dal portale per proteggere il mio cuore dal crollo e difendere la mia bambina interiore. Ma oggi, in Echi dal Sangue, quel lupo ha preso la sua corona da Re e la tana è diventata la nostra fortezza.
L’idea definitiva per questa divertente evoluzione rock mi è venuta qualche mese fa ascoltando la canzone di Suor Nausicaa, che si è incastrata nella mia mente insieme alla mia passione per lo stile potente, fiero, d'acciaio ma ironico dei Nanowar of Steel (quelli di "Acciaio Inox").
Volevo un inno rock epico che non si prendesse sul serio, capace di distruggere con una risata la manipolazione esterna, il giudizio della gente e le gabbie mentali che provano a imporci dall'esterno per spegnere il nostro bagliore.
Nella parodia giochiamo proprio con questa nostra passione condivisa:
se nel gioco si loda il sole come Solaire, nella realtà io lodo il suo tocco, trasformando il mito dell'Abisso in carne, risate e vita vera.
Il testo mette in scena la nostra quotidianità più sincera, spoglia di qualsiasi finzione letteraria:
"The bills, the traffic, the neighbor’s annoying sound / We are dynamite, we shake the ground! (...) Speeding on the bike, he’s coming for you! With no inhibitions, shouting the truth!"
Io e il mio compagno usiamo solo la bicicletta per muoverci.
Chi vive la strada come noi sa cosa significa: le bollette, le fatiche, i vicini rumorosi e la realtà che prova a schiacciarci mentre pedali sotto le nuvole.
Ci mandiamo continuamente audio quando siamo in bici per lavoro o altri momenti in cui siamo distanti ma con il vento talvolta non si capisce mai nulla, e a volte con la pioggia è ancora peggio.
Da questo frammento di vita vera è nata la gag finale del brano, urlata a pieni polmoni:
«Prontooo? Non ti sento, c’è troppo ventooo sulla bici!».
C'è la rivendicazione assoluta di una donna Alfa che davanti al perbenismo della massa indossa la maschera che si meritano (“in public I'm a Bitch... an athlete, plus!”), muovendosi come un'atleta impavida che non deve dare spiegazioni a nessuno.
Io parlo sempre in modo totalmente crudo, viscerale e senza filtri, e in questa traccia emerge la verità del nostro gioco:
io sono a ruota libera e lui mi mette in vivavoce a suo totale rischio e pericolo, facendosi arrossire con complicità davanti a tutti mentre pedala nel vento.
È il trionfo della dinamite di coppia contro la serietà finta del sistema.
La musica diventa una scarica di adrenalina e vitalità.
È il ruggito di due Alfa che hanno conquistato la propria cima, hanno blindato la propria tana e ora si permettono il lusso supremo di ridere, di giocare insieme e di mandare a quel paese l'oscurità del mondo. È il congedo perfetto, l'ultimo bacio all'áncora prima che il terzo album distrugga ogni cosa per lasciare spazio solo a me stessa.
Il brano vi aspetta su Spotify, ruggente e libero. Alzate il volume al massimo, mettete in vivavoce a vostro rischio e pericolo, e lasciate che la furia della vita reale vi entri nel sangue.
Piccolo aneddoto:
Compagno fu esattamente di sole due parole che racchiudevano tutto lo sgomento del caso..ovvero

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