Il codice dell'11: Lettera aperta a una Sorella d'Anima
Ci sono fili invisibili che muovono le nostre esistenze, geometrie sacre che non possiamo comprendere finché non decidiamo di guardarci indietro, unendo i puntini. Oggi scrivo queste righe nel mio spazio per affidare al mare del web un ringraziamento che viaggia da dieci anni. Una lettera dedicata a una donna splendida, a una guida che non si è mai atteggiata a "guru", ma che ho sempre sentito come una vera e propria sorella d’anima: Roberta Tanka.
Tutto è iniziato nel cuore di una notte di marzo del 2016. Ricordo ancora il senso di solitudine che mi portavo dentro, quella sensazione di ricercare un "oltre" – partendo dalle mie radici nella Wicca e nella spiritualità della Terra – e di essere derisa o non capita da chi mi circondava. Quella notte, con il cuore colmo di un'emozione strana, scoprii il video di una sua conferenza, la presentazione pubblica della seconda edizione del percorso sul Channeling. In quel periodo mi svegliavo ogni mattina con un numero stampato in testa e sulle labbra: il numero 11. Sentivo che mi sussurrava "cercami e ricordami", ma la mente razionale non trovava risposte. Quella notte, stringendo la mia ametista tra le mani, ascoltai Roberta spiegare in quella conferenza il significato profondo di quel numero legato al mondo angelico. Scoppiai in un pianto liberatorio. Le scrissi un lunghissimo papiro via email alle due di notte. Lei mi rispose il giorno del suo compleanno, con un'umiltà e una dolcezza disarmanti, donandomi virtualmente la foto di un quadro sacro custodito nella camera dei suoi genitori. Da lì, il mio cammino è cambiato.
Da quel momento in poi, sono stata una presenza costante nel commentare, partecipare alle dirette, fare post e condividere pensieri. Lei mi salutava sempre con un sorriso immenso, e in quei piccoli gesti, così semplici ma immensamente dolci, io trovavo una forza incredibile. Fui anche la primissima persona in assoluto a rompere il ghiaccio e a parlare faccia a faccia con lei in video quando aprì le sue live conoscitive. Per me Roberta è stata un pilastro, la presenza destinata a cambiare radicalmente il mio modo di vedere il mondo.
Poi, nel 2021, è arrivata la tempesta. Mi sono spezzata.
Ho vissuto un trauma violento, un terremoto emotivo che mi ha vista fuggire da Treviso più volte , per salvarmi e per raccogliere i pezzi della mia dignità dopo la fine di una relazione tossica durata, ironia della sorte, esattamente 11 anni. In quel momento di totale smarrimento, ferita e confusa, ho cercato Roberta. Le ho scritto disperata, riversandole addosso cose forti, crude, umane. E lei, da anima gentile quale è, non mi ha giudicata, non mi ha venduto risposte facili. Mi ha semplicemente detto: "Resta con te stessa e datti tanto tempo".
Dopo quel messaggio sono sparita. Da lí mi sono portata dentro il peso di una stupida vergogna, la paura di averla delusa mostrando le mie macerie, il senso di colpa per non averle più scritto e il non essere presente attivamente in tutto il meraviglioso percorso che continua a creare. Ma il tempo che lei mi aveva consigliato di darmi stava lavorando in silenzio.
Oggi sono qui a testimoniare che la vita si allinea sempre laddove dobbiamo andare. Ho ritrovato la mia stabilità. Sono tornata a guardare me stessa, a riprendere in mano i miei amati studi e il mio percorso spirituale. E accanto a me c'è l'amore della mia vita, un compagno meraviglioso che mi ama per ciò che sono e che ha, in un perfetto e sbalorditivo cerchio del destino, esattamente 11 anni meno di me.
L'11 mi ha portata da lei nel 2016. L'11 ha segnato la fine del mio dolore nel 2021. L'11 ha sigillato la mia rinascita oggi.
Cara Roberta, non ti ho mai dimenticata. Questa lettera è il mio modo di dirti pubblicamente che quel tempo è passato, che le tue parole sono state un faro nel buio e che l'anima che avevi accolto e protetto allora, oggi arde di nuovo, felice e di nuovamente in cammino. Grazie di esserci stata, da sorella, lungo i passi del mio destino.
Voglio chiudere dicendole che io lo so, che nel suo cuore – anche se sono solo una piccola vibrazione del mondo che vive e che viviamo – lei sa che esserle amica è un dono. Anche se ora sono più nascosta, nell'ombra, io ci sono. Vedo ogni giorno il percorso meraviglioso che sta creando, la speranza e la profonda verità che trasmette a chi la segue. È il mio piccolo, grande orgoglio sapere che c'ero all'inizio, che ci sono oggi e che ci sarò sempre.

Commenti
Posta un commento