La Civetta e il Drago: Come ho decodificato il mito per guarire il mio Daimon

Benvenuti in un capitolo speciale di Chridhe of the books. Questo spazio non ospita un archivio di lettura, ma è il nucleo in cui le pagine scritte prendono vita e si trasformano in suono. "Echi dal cuore" è il mio primo album musicale (disponibile su Spotify e Suno come Chridhe88 o YouTube e molte altre piattaforme): quattordici tracce nate dall'abisso delle mie letture più profonde, dove ogni canzone è legata a me e ai libri, a una filosofia o a un'immagine che ha impresso la mia anima. Quello che state per leggere è il retroscena intimo, spirituale e visivo di una di queste tappe. Trovate tutti i collegamenti ai miei mondi artistici e ai servizi di streaming nella mia pagina ufficiale Beacons.


La Civetta e il Drago: Come ho decodificato il mito per guarire il mio Daimon

Esiste un momento esatto in cui il dolore cessa di essere una prigione e diventa una chiave. Per me, quel momento ha preso la forma della 14esima traccia del mio album "Echi dal Cuore" (Chridhe88 - Sara Zannoni): un brano intitolato "La Civetta e il Drago". 

Questa canzone non è solo musica; è un manifesto personale che si sposa a pennello con ciò che sono, con la mia storia e con il mio modo di stare al mondo. 


 Non cerco il potere che incatena una mente umana, 

ma gli strumenti di guarigione, 

che i dogmi hanno lasciato indietro.



Le mie radici: Tra Agnosticismo, Paganesimo e Mito

Sono agnostica. Non cerco risposte dogmatiche, non riconosco altari e rifiuto le verità preconfezionate dalle religioni istituzionali. Eppure, le mie radici affondano profondamente nella terra, nel paganesimo e in un fascino viscerale per i miti antichi. 

In questo apparente contrasto ho trovato la mia essenza: non ho bisogno di credere a una divinità per riconoscere la forza sacra delle storie. Credo fermamente che i miti tramandati possiedano una funzione terapeutica reale e che contengano gli strumenti per assimilare la guarigione nel nostro vivere quotidiano. Il mito non è una bugia del passato: è lo specchio dinamico attraverso cui possiamo guarire il nostro Daimon, la nostra componente più autentica, profonda e selvaggia.

La Doppia Ispirazione Letteraria: Tra Storia e Guarigione

La spinta concettuale e spirituale per questo brano è nata a gennaio, dall'incontro ravvicinato con due letture fondamentali che hanno guidato la mia mente e la mia anima:

Il saggio "I cieli in fiamme" di Mauro Biglino: Mi ha fornito gli strumenti per comprendere la manipolazione storica, documentata già in antichità da figure come il sacerdote fenicio Sanchuniaton e il vescovo Eusebio di Cesarea. La storia ci insegna che i "fatti veri" dell'antichità e la reale natura delle forze divine sono stati deliberatamente manipolati dai custodi del dogma per sottomettere la mente umana. Ci hanno venduto un mistero vestito d'oro, ma era solo un lucchetto sopra il nostro tesoro.

 Il libro "Daimon" di Selene Calloni Williams: È stato l'anello di congiunzione pratico e terapeutico. Se Biglino mi ha aiutato a distruggere la menzogna istituzionale del dogma, Selene C.Williams mi ha mostrato la via per ricostruire. Attraverso la visione immaginale ho capito come riappropriarmi dei miti per dialogare con il mio Daimon, scoprendo lo spirito guida interiore e utilizzando le storie antiche como veri e propri strumenti di guarigione e trasmutazione del dolore.

L'Architettura della Liberazione nella Traccia 14


A marzo ho iniziato a buttare giù le parole de "La Civetta e il Drago", compiendo l'esatto percorso inverso rispetto alla manipolazione storica: ho usato l'archetipo per distruggere la gabbia del dogma.


Il brano si sviluppa attraverso una vera e propria architettura di liberazione in quattro fasi:

1. La Rivelazione Solitaria: L'apertura del libro che i maestri dogmatici non sapevano leggere.

2. La Presa d'Atto Razionale: La strategia lucida che organizza la risalita dall'ombra.

3. L'Apoteosi Collettiva: Il passaggio dall'"Io" al "Noi" ("Nessun altare a cui inchinarsi, nessun dio da obbedire").

4. Il Manifesto Alchemico: Il momento esatto in cui rabbia e tristezza smettono di essere subite e si trasformano in armi di sovranità.

Le due Sovrane: La Civetta (Minerva) e il Drago (Medea)

Il titolo stesso della traccia racchiude una fusione psicologica radicale tra due forze apparentemente opposte, ma complementari, che albergano in ognuno di noi:

- La Civetta (La Mente di Minerva): Rappresenta la logica lucida, la strategia e lo sguardo che vede attraverso la notte. È lo scudo razionale che sorveglia i nostri passi e ci permette di analizzare il trauma senza farci sommergere.


- Il Drago (Il Cuore di Medea): Rappresenta il fuoco viscerale e solare della nipote di Helios. È la forza ancestrale che converte la rabbia di mille anni in pura visione interiore, rifiutando per sempre il ruolo di vittima.


Unire la Civetta e il Drago significa rivendicare la totale sovranità su se stessi. Senza padroni, senza catene. Noi siamo.


Testo Originale di Sara Zannoni: La Civetta e il Drago


Il mito... non è una storia.

È la chiave... della mia gabbia.

C’è un segreto antico, sotto l’ala della civetta...

Mentre il mondo dorme, io sento il silenzio che canta.

Non cerco il potere che incatena una mente umana,

Ma gli strumenti di guarigione, che i dogmi hanno lasciato indietro.

Ho aperto il libro ... che i maestri non sapevano lèggere,

Trasformando il dolore... piantando un seme solare.

Dall’ombra più profonda, il filo ,non si spezzerà mai.

La logica di Minerva, sorveglia ogni passo che faccio.

Non è una religione... è pura visione interiore,

Come il fuoco di MEDEA , mi riprendo il mio diritto.

Noi siamo lo sguardo, che vede attraverso la notte!

Nel cuore del mito! ..troviamo la nostra luce.

Tra la mente della Civetta, e la fiamma del Dragone,

Non sono più una vittima, non sono più la stessa.

Nessun altare a cui inchinarsi, nessun dio da obbedire,

Siamo il riflesso... che non possono portarci via.

Nipote di Helios... sorgendo dalle lacrime,

Convertendo la rabbia, di mille anni.

Con la strategia della saggezza, e l'anima del Sole,

L’era del prigioniero... è finalmente finita.

Ho decodificato il mito! spezzando l’incantesimo!

La tristezza non è più la gabbia in cui dimoro.

Non faccio la vittima, non temo la pioggia...

Raccolgo il potere... dal cuore del dolore.

Rabbia e tristezza... sono le mie armi ora!!

Lo sguardo di Minerva...

Il fuoco di Medea...

Sovrana del cuore... sovrana della mente.

Senza padroni... senza catene.

Noi siamo


🗝️🪞🌙


Quando cerchiamo di guarire da un dolore a cui non sappiamo dare voce, alcuni miti tramandati possono venirci in aiuto per assimilare strumenti di guarigione, qualcosa di prezioso che non va scansato da ciò che è il nostro vivere quotidiano e privato. 



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