I 7 Portali dello Spazio-Tempo (L'Indagine tra Scienza e Archeologia)
Questo è il terzo articolo. Applica il metodo Biglino sul parallelo tra Bibbia ed Egitto, spiegando la stupefacente unione tra wormhole quantistici, chakra e i portali dell'anima.
I 7 Portali dello Spazio-Tempo: Tra Fisica Quantistica, Chakra e il Libro dei Morti
Quando si decide di scardinare il dogma, ci si rende conto che le antiche civiltà non inventavano favole, ma descrivevano realtà cosmologiche e biologiche concrete attraverso l'unico linguaggio che avevano a disposizione: il mito, il simbolo e il corpo umano.
Nella mia ricerca tra le pagine di "I cieli in fiamme" di Mauro Biglino, la mia attenzione si è focalizzata su una serie di straordinarie corrispondenze filologiche che collegano la Bibbia, l'antico Egitto e la letteratura orientale alla fisica quantistica moderna.
La Scala di Giacobbe e i Wormhole dell'Antichità
Nel testo biblico si racconta la celebre visione della Scala di Giacobbe: una struttura che scende dal cielo lungo la quale si muovono diversi "malakhim" (messaggeri, entità biologiche che la teologia ha poi spiritualizzato in "angeli"). Ma cosa vedeva davvero Giacobbe?
Se sostituiamo il filtro teologico con la lente della fisica moderna, quella scala non è un oggetto mistico, ma la descrizione visiva di un Wormhole: un ponte spazio-temporale, una breccia nella struttura fluida dell'universo che permette il transito tra le dimensioni o pianeti che sono distanti. Una tecnologia arcaica descritta con il vocabolario limitato dell'epoca ma di un impatto che a volte fa paura.
Il Codice Egizio: Il Libro per uscire al giorno e il Numero 7
Le tribù israelite hanno vissuto a lungo in Egitto. Mosè stesso, appartenente alla linea sacerdotale dei Levi, è cresciuto alla corte del Faraone e ha assimilato l'immensa conoscenza iniziatica egizia. Non è un caso, infatti, che le descrizioni della Scala di Giacobbe trovino un parallelo impressionante nel testo corretto del Libro dei Morti egizio, il cui vero titolo è "Libro per uscire al giorno" ,e fu affascinante scoprirlo.
Scoprire come un titolo ben tradotto faccia la differenza anche di rappresentazione del significato stesso dell'intento nella cura delle parole.
Nelle pagine di questo testo arcaico emergono costantemente descrizioni di tunnel, canali, soglie e portali. E c'è un numero che ritorna, cerchiato dal mistero: il numero 7.
Si parla dei 7 cancelli del superiore, dei 7 portali che l'anima deve attraversare pronunciando i nomi esatti davanti ai giudici divini per poter passare (come l'atto cerimoniale della piuma di Maat e la pesatura del cuore). Ma cosa sono queste porte?
La Geometria dell'Anima: Dai Portali Egizi ai 7 Chakra
È qui che il cerchio si chiude e l'indagine diventa alchimia. I 7 portali dell'Egitto si sposano a pennello con i 7 Chakra della tradizione indiana e orientale. I chakra non sono invenzioni mistiche: sono i sette nodi energetici principali del nostro corpo, le centraline che governano la nostra biologia e la nostra percezione.
Gli antichi lo sapevano: l'universo fuori di noi specchia l'universo dentro di noi. I 7 portali esterni (i wormhole nello spazio) corrispondono ai 7 portali interni (i chakra nel corpo). Attraversare i cancelli del Libro dei Morti significa imparare a decodificare e sbloccare i propri centri energetici per permettere al nostro Daimon di guarire e fluire liberamente, rompendo le catene dei dogmi che ci vogliono spenti, bloccati e sottomessi.
La Fluidità del Tutto
La letteratura indiana è ricca di riferimenti a viaggi interplanetari compiuti da yogi e semidei attraverso il controllo della mente. Usavano linguaggi differenti, ma contemplavano la medesima fisica quantistica che stiamo riscoprendo oggi. Come ci ricorda Benjamín Labatut nei suoi saggi, quando smettiamo di capire il mondo, i vecchi racconti crollano e ci ritroviamo immersi in frammenti sospesi. In questo spazio fluido, dove il tempo si estende come lo spazio, le antiche cronache e la moderna teoria della causalità finiscono per toccarsi.
"Lo spazio fluido come il tempo,
il tempo si estendeva come lo spazio.
Questa disposizione accelera la teoria di casualità."
I 7 portali interni (i chakra) non si attivano solo con la teoria, ma si spalancano proprio durante lo stato di sogno. È nella notte, quando la mente razionale si spegne, che la nostra coscienza si sgancia dalle catene dogmatiche. Nella visione egizia, è il momento in cui il nostro Ba (la componente dinamica dell'anima) si separa momentaneamente dal Ka (il doppio energetico legato al corpo) per viaggiare oltre i confini materiali e attraversare i wormhole dimensionali.
Come avevo già avuto modo di approfondire sul mio blog nell'analisi de "La Pietra della Follia" di Labatut, è proprio nella dimensione notturna e onirica che l'Io profondo, privo di difese, trova un accesso di connessione diretta con l'intero universo.
I custodi del dogma hanno preso questi tunnel spazio-temporali e queste mappe biologiche di guarigione e li hanno nascosti sotto altari di gesso e sensi di colpa. Ma la chiave è sempre stata dentro di noi, custodita nella memoria dei nostri chakra e nella forza dei miti che guariscono l'anima.

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