Il silenzio eloquente tra Frodo e Legolas: cosa ci insegna Tolkien sulla vera lealtà

 Il silenzio eloquente tra Frodo e Legolas: cosa ci insegna Tolkien sulla vera lealtà



C’è un dettaglio della trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli che da anni fa sorridere il web e accende i dibattiti tra i fan: il fatto che Frodo e Legolas non si parlino quasi mai. Se escludiamo il celebre momento a Gran Burrone in cui l’Elfo pronuncia la storica frase "E il mio arco!", i due non si rivolgono mai direttamente la parola per tutte le tre pellicole di Peter Jackson. 

Molti ironizzano su questo silenzio cinematografico, considerandolo quasi una svista o una mancanza di approfondimento dei personaggi. Eppure, se si scava sotto la superficie dei film e si aprono le pagine dei romanzi, si scopre che questo silenzio non è affatto un vuoto, ma nasconde una verità molto più profonda.


Dietro il silenzio: la verità del libro

Nel romanzo di J.R.R. Tolkien le coisas cambiano sensibilmente. Sapevate che Frodo, grazie agli insegnamenti del vecchio zio Bilbo, parla e capisce correntemente l'Elfico? Non è un dettaglio da poco: con Legolas l'Hobbit condivide un'affinità culturale, linguistica e intellettuale immensa. 

Se anche nel testo originale i loro dialoghi diretti restano pochissimi, è dovuto puramente a una necessità logistica. Il destino divide presto i loro cammini alla fine della Compagnia dell'Anello: Legolas prosegue il suo viaggio al fianco di Aragorn e Gimli, mentre Frodo si incammina verso l'oscurità di Mordor. 

Ma c'è qualcosa di incredibilmente poetico in questo distacco. Non serve condividere infinite conversazioni per essere uniti dallo stesso scopo. Legolas non combatte e non rischia la vita per Frodo perché lo conosce intimamente a livello personale; combatte per ciò che Frodo rappresenta in quel preciso momento storico: la speranza della Terra di Mezzo. A volte la lealtà più pura si dimostra con i passi, con i sacrifici silenziosi e con le battaglie affrontate a chilometri di distanza, senza bisogno di scambiarsi una sola parola.


Ascoltare con il Cuore

Questo passaggio della lore di Tolkien mi tocca da vicino, e c'è un motivo se come chridheofthebooks lo sento in modo così viscerale. Chridhe, in gaelico scozzese, significa letteralmente "cuore". 

Tolkien, da immenso linguista e filologo quale era, sapeva bene che le lingue antiche non sono solo grammatiche da studiare, ma fili invisibili capaci di colpire direttamente l’anima umana, superando le barriere della mente stessa. Quando la Compagnia lascia il regno di Lothlórien e la Dama Galadriel intona il suo canto d'addio, nei film sentiamo solo un meraviglioso sottofondo musicale. Nel libro, invece, Tolkien specifica che Frodo comprende ogni singola parola. Frodo non ascolta la lingua degli Elfi solo con le orecchie: lo fa con il chridhe, con il cuore. 

Ed è proprio a questo meraviglioso e malinconico canto, il celebre Namárië, che mi riferisco:

"ᴄᴀɴᴛᴀᴠᴏ ᴅɪ ғᴏɢʟɪᴇ, ᴅɪ ғᴏɢʟɪᴇ ᴅᴏʀᴀᴛᴇ, ᴇ sᴜʟʟᴇ ғᴏɢʟɪᴇ ʟ'ᴏʀᴏ ʙʀɪʟʟᴀᴠᴀ, ᴄᴀɴᴛᴀᴠᴏ ᴅᴇʟ ᴠᴇɴᴛᴏ, ᴇ ɪʟ ᴠᴇɴᴛᴏ ɪɴᴄᴀɴᴛᴀᴛᴏ ᴛʀᴀ ʟᴇ ғʀᴏɴᴅᴇ ᴇ ʟᴇ ғᴏɢʟɪᴇ ɢɪᴏᴄᴀᴠᴀ. ᴀʟ ʟᴜᴍᴇ ᴅᴇʟ sᴏʟᴇ, ᴀʟ ʀᴀɢɢɪᴏ ᴅɪ ʟᴜɴᴀ, sᴜʟ ᴍᴀʀᴇ ʙʀɪʟʟᴀᴠᴀ ʟᴀ sᴄʜɪᴜᴍᴀ. ᴜɴ ᴀʟʙᴇʀᴏ ᴅ'ᴏʀᴏ, ᴀ ɪʟᴍᴀʀɪɴ ᴇʀᴍᴏ, sᴜ ʟɪᴅɪ ᴇ sᴜ sᴘɪᴀɢɢᴇ ᴘʀᴏғᴜᴍᴀ. ᴀʟ ʟᴜᴍᴇ ᴅɪ sᴛᴇʟʟᴇ ᴅɪ sᴇᴍᴘʀᴇ-ᴠᴇsᴘʀᴏ ᴇssᴏ sɪ ᴠᴇᴅᴇᴀ ʙʀɪʟʟᴀʀ, ᴀɪ ᴘɪᴇᴅɪ ᴅᴇʟʟᴇ ᴍᴜʀᴀ ᴅᴇʟʟ'ᴇʟғɪᴄᴀ ᴛɪʀɪᴏɴ, ʀɪғᴜʟɢᴇᴠᴀ ᴀ ᴇʟᴅᴀᴍᴀʀ. ɪᴠɪ ᴅᴀ ᴀɴɴɪ ᴇ ᴀɴɴɪ ᴄʀᴇsᴄᴏɴ ʟᴇ ғᴏɢʟɪᴇ ᴅ'ᴏʀᴏ, ǫᴜɪ sᴜɪ ᴍᴀʀɪ ɴᴇᴍɪᴄɪ ɢʟɪ ᴇʟғɪ ᴘɪᴀɴɢᴏɴᴏ ɪɴ ᴄᴏʀᴏ, ᴏʜ ʟòʀɪᴇɴ! ɢɪᴜɴɢᴇ ʟ'ɪɴᴠᴇʀɴᴏ, ʟ'ᴏʀᴀ ɴᴜᴅᴀ ᴇ sᴘᴏɢʟɪᴀ, ɪʟ ғɪᴜᴍᴇ ғᴜɢɢᴇ ᴠɪᴀ, ᴇ ᴛʀᴀsᴄɪɴᴀ ᴄᴏɴ sè ʟᴀ ғᴏɢʟɪᴀ. ᴏʜ ʟòʀɪᴇɴ! sᴜʟʟᴀ ʀɪᴠᴀ ᴄɪᴛᴇʀɪᴏʀᴇ ᴛʀᴏᴘᴘᴏ ᴛᴇᴍᴘᴏ ʜᴏ ᴘᴀssᴀᴛᴏ, sʙɪᴀᴅɪᴛᴀ è ʟᴀ ᴍɪᴀ ᴄᴏʀᴏɴᴀ ᴅ'ᴇʟᴀɴᴏʀ ᴅᴏʀᴀᴛᴏ. ᴍᴀ sᴇ ᴀᴅᴇssᴏ ᴅɪ ɴᴀᴠɪ ᴅᴏᴠᴇssɪ ᴄᴀɴᴛᴀʀᴇ, ǫᴜᴀʟ ɴᴀᴠᴇ ᴠᴇᴅʀᴇɪ ᴀʀʀɪᴠᴀʀᴇ, ǫᴜᴀʟ ɴᴀᴠᴇ ᴘᴏᴛʀᴇʙʙᴇ ᴏʀᴍᴀɪ ᴘᴏʀᴛᴀʀᴇ ɢᴀʟᴀᴅʀɪᴇʟ ᴀʟ ᴅɪ ʟà ᴅᴇʟ ᴍᴀʀᴇ?"


Una grande pecca culturale 

Leggere l'opera di Tolkien significa immergersi in queste sfumature invisibili ed emotive che la trasposizione cinematografica (per quanto straordinaria) non potrà mai restituire del tutto. 

Purtroppo, nel panorama culturale odierno e spesso(soprattutto )anche sui social, molti parlano, giudicano o creano contenuti ironici senza aver mai aperto le pagine dei romanzi originali...

 A mio avviso, questa è una grande pecca. Limitarsi alla superficie visiva significa perdersi il cuore pulsante di una delle più grandi mitologie moderne mai scritte.

Voi cosa mi dite? Eravate a conoscenza di questo dettaglio sull'elfico di Frodo? Vi siete mai fermati a riflettere sulla poesia nascosta dietro i silenzi della Compagnia? Aspetto le vostre riflessioni 



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