L'ALTRA METÀ DELLA LUNA: Il Mito dell'Anima Sdoppiata

 

Benvenuti in un capitolo speciale di Chridhe of the books. Questo spazio non ospita un archivio di lettura, ma è il nucleo in cui le pagine scritte prendono vita e si trasformano in suono. "Echi dal cuore" è il mio primo album musicale (disponibile su Spotify e Suno come Chridhe88 o YouTube e molte altre piattaforme): quattordici tracce nate dall'abisso delle mie letture più profonde, dove ogni canzone è legata a me e ai libri, a una filosofia o a un'immagine che ha impresso la mia anima. Quello che state per leggere è il retroscena intimo, spirituale e visivo di una di queste tappe. Trovate tutti i collegamenti ai miei mondi artistici e ai servizi di streaming nella mia pagina ufficiale Beacons


L'ALTRA METÀ DELLA LUNA: Il Mito dell'Anima Sdoppiata
 


Ci sono legami che non hanno bisogno della presenza fisica per esistere, perché si muovono su frequenze che il sistema ordinario non può comprendere o catalogare. Questa canzone è dedicata al mio amico più caro. Ci siamo conosciuti nel 2008. Lui nelle Marche, io in Veneto. A causa di miei profondi problemi personali, da allora non ci siamo mai più visti di persona. Eppure, non ci siamo mai persi. Abbiamo protetto questo contatto attraverso i fili invisibili di un'esistenza che si consuma a distanza, ma con lo stesso sangue. Quasi vent'anni di specchi intatti attraverso i chilometri.Il mito di cui parlo nel brano non viene dai libri di scuola. Viene dalla nostra vita cruda. Anni fa, lui aveva un secondo profilo Facebook chiamato "Psiche". Quando avevamo bisogno di dirci le cose più serie, di scendere nell'abisso profondo del nostro Daimon o di trovare una culla per calmarci, ci scrivevamo da lì. In questo specchio capovolto, la Bestia sono sempre stata io: la forza viscerale e cruda. Lui, invece, era Psiche: la mente, l'anima, il rifugio. Siamo entrambi due forze selvagge, due bestie in guerra con il mondo, ma in quel microcosmo eravamo l'incastro perfetto. Abbiamo consumato le notti a scriverci fiumi di e-mail, lettere e messaggi, curandoci le ferite a vicenda mentre ascoltavamo Ozzy Osbourne e la sua "See you on the other side", diventata il nostro inno.Chi mi segue sa che questa non è la prima canzone che ho scritto su di noi. La genesi di questo specchio, il racconto di come abbiamo sanguinato lo stesso sangue in guerre diverse dal 2008 a oggi, è racchiusa in un brano intitolato "The Other Side (Psyche and the Beast)", che ho volutamente fatto slittare nel mio secondo album, Echi dal Sangue. "L'Altra Metà della Luna" è il capitolo successivo, presente in Echi dal Cuore. È la consapevolezza platonica, matura e pura, che la distanza geografica è solo un'illusione della materia.

Ogni parola di questo testo gronda di dettagli reali che il destino ha voluto imprimere persino nei nomi. Il mio amico si chiama Francesco Mezzaluna. Quando il buio nella sua testa diventava troppo pesante, si buttava sul ring a fare kickboxing, prendendo colpi per dare un bersaglio a quel buio interiore. Ma per riconnettersi con se stesso, tornava a essere un artigiano: prendeva il legno e costruiva a mano dei bassi elettrici, incidendo su ognuno di essi una mezza luna. Il suo archetipo impresso nella materia.La seconda strofa scava in un parallelismo doloroso. Abbiamo vissuto due relazioni sbagliate in contemporanea, durate per lo stesso identico numero di anni. Dinamiche leggermente diverse, ma stessa identica sostanza: ci siamo rinchiusi in un cerchio tossico, stringendo da soli le nostre catene e auto-punendoci in storie che affamavano il nostro vero cuore. Ci siamo specchiati persino nel modo di sanguinare.

Per dare forma a questo brano, ho seguito l'unica regola che conta davvero per me: assecondare il mio istinto. Volevo un’atmosfera precisa, senza compromessi, semplicemente perché amo le musiche fatte così. 

Il pezzo si apre con un assolo di basso melodico pesante, una vibrazione scura che pulsa nello stomaco, per poi adagiarsi su un pianoforte lento, denso ed emotivo. La scelta del duetto solenne permette alla maturità ruvida della voce maschile di rispondere all'intensità ferma ed epica della "mia" voce femminile. È l'incontro sonoro di due metà che la realtà tiene distanti dal 2008, ma che la frequenza musicale rende vicine. Gli archi drammatici nel bridge caricano la tensione prima del crescendo finale, per poi spegnersi in un sussurro profondo lasciato al silenzio del basso.

Dedica:

 Questa canzone è dedicata a chi,

 come una Mezzaluna, 

brilla di una luce che aspetta solo di tornare intera.

 È il racconto di un incastro che il destino ha sdoppiato: 

Bestia e Psiche, 

due riflessi che si riconoscono nello stesso specchio d'acqua.

 Perché non sei un'ombra, 

ma l'altra parte di me che è nata fuori di me. 

Nati due volte... 

per essere Uno.




Testo Originale di Sara Zannoni : L'altra metà della Luna

[L'Altra Metà della Luna]


Tutto è iniziato anni fa, in un giorno qualunque,

mentre cercavo me stessa, o chissà dove e chiunque.

In un viaggio di sguardi e di strade incrociate,

ho trovato un riflesso di vite passate.

Eravamo due anime nate due volte,

con le stesse memorie, in due storie raccolte.

Ci siamo detti i dolori, anni di specchi,

come se avessimo lo stesso cuore, ma in due petti.


Ti sei cercato un angolo dove sentirti piccolo,

chiuso in un gioco, in un eterno circolo.

Era un veleno che già conoscevi bene,

per questo hai stretto da solo le catene.

Diventando tossico per chi lo era con te,

in un incastro di ombre senza un perché.


Ore passate al telefono sfidando i chilometri,

fiumi di e-mail nella notte senza termometri.

Lettere scritte a mano, messaggi digitali,

mentre curavamo ferite che ci rendevano uguali.

Anch’io mi nascondevo in un amore sbagliato,

mentre il mio vero cuore restava affamato.

Ti sei buttato su un ring, tra i colpi e il sudore,

per dare un bersaglio a quel buio interiore.

Ma poi le tue mani tornavano pure,

artigiano del legno, tra corde e curvature.

Tu lottavi col corpo, io sentivo lo schianto,

uniti nel buio, divisi nel pianto.


Perché è come se una parte di me fosse nata fuori di me,

un fratello del tempo che non chiede il "perché".

Un incastro mentale, platonico e puro,

che non tocca il presente, che non sfida il futuro.

Siamo due fiumi che il destino ha diviso,

connessi nel buio, con un altro sorriso.


Dicono i miti di un tempo lontano

di un’anima intera divisa per mano.

Spaccata dal cielo in due rotte diverse,

due parti cadute, tra la folla disperse.

Io la Bestia e tu Psiche, in questo cammino,

due mezze lune per un solo destino.

Non è un voler bene, non è un’emozione,

è un’anima sola in una doppia prigione.


Ci si aspetta che il mondo capisca il valore,

che veda la luce dietro ogni dolore.

Ma siamo due anime buone, due cuori scoperti,

che hanno dato tutto in deserti deserti...


Solo alla fine, quando il viaggio svanisce,

la ferita del mito finalmente guarisce.

Le due metà torneranno un respiro,

un’unica essenza, in un solo giro.

Fino ad allora, io resto nel mio...

e tu resti quel riflesso.. 

di un unico addio.

Nati due volte... per essere uno.


La traccia è fuori ora su Spotify e tutte le altre piattaforme musicali : l'istinto che si fa vibrazione.

Commenti