IL CREPUSCOLO DELLE PAROLE:
PERCHÉ HO RISCRITTO "PASSION" DI KINGDOM HEARTS II
Tutto è iniziato con un commento di pancia su TikTok, una critica sincera da fan e un meraviglioso corto circuito.
Guardando un video di Gorilla Game dedicato all'ambizioso progetto di Vocalia Studios per il doppiaggio italiano di Kingdom Hearts II, mi sono imbattuta nelle immagini del mondo di Atlantica.
Senza pensarci troppo, ho lasciato un commento molto schietto, dicendo che la canzone in italiano "faceva abbastanza schifo".
Mi riferivo all'adattamento musicale generale, a quella strana sensazione di "fuori posto" che spesso le traduzioni italiane si portano dietro.
Poco dopo, è arrivata la risposta di Noemi, la cantante che nel video prestava la voce ad Ariel.
Non mi ha attaccata ma invero mi ha risposto con una genuina curiosità, cercando un dialogo costruttivo per capire cosa, secondo me, non funzionasse.
Quel confronto privato ha fatto scattare una scintilla profonda.
Chi mi segue qui su Chridheofthebooks sa che analizzo storie per passione.
Così mi sono chiesta:
invece di limitarmi a criticare dal mio angolino di videogiocatrice, perché non provo a mettermi in gioco?
Perché non provo a creare un adattamento italiano che renda giustizia alla lore profonda di Kingdom Hearts II, dimostrando che l'italiano può avere una forza epica e solenne?
È nata così la mia sfida personale con "Passion".
LA TRAPPOLA DEL LETTERALE: IL VIAGGIO DI UTADA HIKARU
Chi ama Kingdom Hearts sa che le sue colonne sonore non sono semplici canzoni, ma pilastri della narrazione.
La sigla inglese, "Sanctuary", è un brano splendido ma astratto, quasi etereo, incentrato su metafore d'amore e protezione.
Il testo originale giapponese di "Passion", invece, è un viaggio psicologico molto più crudo, intimo e malinconico.
È il racconto del passaggio traumatico dall'infanzia all'età adulta, lo specchio perfetto della maturazione dei protagonisti e di noi videogiocatori nel 2005.
Ordunque.. Il problema delle traduzioni italiane classiche è che cadono spesso nella trappola del letterale.
Ordunque.. Il problema delle traduzioni italiane classiche è che cadono spesso nella trappola del letterale.
Nel testo giapponese, Utada Hikaru usa immagini quotidiane e domestiche come "le cartoline di Capodanno sono diminuite" o il riferimento a qualcuno che "questo inverno avrà un bambino".
Dobbiamo comprendere che in Giappone questi sono simboli culturali ed emotivi precisi.
Le cartoline di Capodanno (nengajō) sono una tradizione sacra per dire "sto bene" a chi si ama: indicano lo scorrere del tempo e il fatto che siano diminuite simboleggia i legami dell'infanzia che si spezzano crescendo, quando le persone inevitabilmente si allontanano.
È il simbolo della fine della spensieratezza.
Allo stesso modo, il riferimento alla nascita di un figlio o al creare una famiglia serve a dare un senso di realtà schiacciante: mentre i protagonisti sono intrappolati in un limbo fantasy a salvare i mondi, fuori la vita reale delle persone normali scorre, cambia, matura e diventa adulta.
Tradotte alla lettera in italiano, però, queste frasi perdono totalmente il loro codice culturale. Spezzano l'atmosfera fantasy, solenne e drammatica della saga, finendo per suonare quasi banali.
Tradotte alla lettera in italiano, però, queste frasi perdono totalmente il loro codice culturale. Spezzano l'atmosfera fantasy, solenne e drammatica della saga, finendo per suonare quasi banali.
L'italiano ha una struttura e una sensibilità diverse:
non ha bisogno di fotografare la quotidianità per parlare di crescita, ha bisogno di evocarne l'impatto epico.
Adattare non significa tradurre le parole, significa tradurre l'anima dell'opera.
Ecco perché ho preso quel profondo senso di distacco e maturazione e l'ho tradotta nei nostri codici culturali, sostituendo la cronaca quotidiana con una metafora epica e solenne sulla maturità e sull'eredità del proprio destino.
Ho trasformato tutto questo in immagini solenni per noi, come le lettere che svaniscono e il peso del diventare uomo seguendo le impronte di un padre.
Detta sinceramente, le cartoline sono di una malinconia profonda.
Detta sinceramente, le cartoline sono di una malinconia profonda.
Avevano un peso d'anima specifico, un profumo, l'attesa del postino che le consegnasse; a volte arrivavano dopo mesi dal ritorno di un viaggio, altre invece si perdevano e altre ancora arrivavano a destinazione in poco tempo. Riceverle significava che qualcuno aveva preso del tempo, scelto un'immagine, comprato un francobollo e scritto a mano un pensiero dedicato solo a te.
È proprio questa sparizione dei piccoli gesti, questo svanire dei legami fisici sostituiti dalla velocità digitale, il vero fulcro emotivo che ho voluto imprimere nel mio adattamento.
DIETRO LE QUINTE DELL'ADATTAMENTO: METRICA, SORA E ROXAS
Nel riscrivere il testo, ho voluto fare un vero e proprio lavoro di adattamento metrico e concettuale.
Ho cucito le parole sulla melodia originale di Utada Hikaru, rispettando gli accenti musicali, ma elevando il significato per fonderlo con la lore del gioco.
Ecco le tre scelte fondamentali che hanno guidato la mia penna:
1) Dalla paura alle possibilità (Lo spirito di Sora)
Nell'originale giapponese si dice:
"Sotto un bellissimo cielo azzurro, noi avevamo solo un po' di paura".
Ho voluto ribaltare questa prospettiva.
La paura del domani è stata sostituita da un grido d'avventura:
"Sotto quel cielo blu, quante vie da scoprire ormai".
Questa scelta si sposa perfettamente con l'evoluzione di Sora.
Il cielo azzurro non è più un limite che incute timore, ma il simbolo cardine della saga:
l'apertura verso mondi sconosciuti e la promessa di una ricerca infinita.
2) Trasformare il quotidiano in epico (L'eredità del destino)
Il passaggio originale sul "diventare padre" l'ho trasformato in:
"In questa foto ti sei fatto uomo, proprio come lo era tuo padre".
È una linea solenne che elimina la banalità del quotidiano per abbracciare l'epica della saga.
In Kingdom Hearts, la crescita interiore si lega sempre al peso del destino, all'eredità spirituale e ai legami che uniscono i genitori ai figli, i maestri ai custodi della Keyblade. Diventare adulti, in questo adattamento, significa essere pronti a proteggere ciò che si ama.
3) Il dolore di chi resta a guardare (Il limbo di Roxas e Naminé)
Il verso nato più di pancia, e a cui sono più legata, è:
"Dalla finestra osservo il tempo altrui".
Quando ho scritto questa frase, ho pensato immediatamente ai tramonti di Crepuscopoli, a Roxas e a Naminé.
Evoca la dolorosa sensazione di isolamento di chi è confinato in un limbo, in una realtà virtuale o in un'esistenza a metà, costretto a guardare la vita degli altri scorrere mentre il proprio tempo sembra sospeso.
Lo scorrere dei giorni diventa così una promessa d'incontro:
non è più una vana e passiva attesa, ma un tempo vissuto attivamente "in attesa di te".
PASSION (Versione Italiana di Sara Zannoni – Chridhe88)
PASSION (Versione Italiana – Testo di Sara Zannoni / Chridhe88)
[INTRO]
(Sento quel legame che ancora non sai, crescere con noi)
[RITORNELLO PRINCIPALE]
Se ci penso,
il passato è distante.
Il domani era luce costante.
Sotto questo cielo blu,
quanti passi da scoprire ormai.
[STROFA 1]
Dalla finestra io guardo i colori che amo di più.
[PONTE]
Se vado avanti ti ritroverò?
Mille rinascite il tempo vedrà.
Io mi fermo qui, mentre tutto scorre in attesa di te.
[STROFA 2 - LA MATURITÀ]
Le nostre lettere sbiadiscono,
ma in questa foto sei diventato uomo,
lo stesso sguardo che aveva tuo padre.
Il tempo indietro non ritornerà,
ma le ferite guariscono piano.
Se ci incontrassimo adesso,
che cosa ti direi?
[STROFA 3 - LA CRESCITA]
Quali parole ritroverò?
Guarda la strada che ho fatto finora.
Se vado avanti ti raggiungerò?
Cambiando forma il domani verrà.
[PONTE DI TRANSIZIONE]
Mentre la vita rinasce con te,
dalla finestra mi perdo nel mondo.
[RITORNELLO PRINCIPALE]
Se ci penso, il passato è distante.
Il domani era luce costante.
[OUTRO FINALE]
Sotto questo cielo blu,
quanti passi da scoprire ormai.
Sotto questo cielo blu,
c’è un risveglio che non finirà.
IL DIETRO LE QUINTE: LA REINTERPRETAZIONE POETICA DI CUORE
Per i più curiosi e per gli amanti della narrazione pura, voglio mostrarvi il vero "dietro le quinte" emotivo di questo progetto.
Prima ancora di pensare alla metrica per il canto, ho voluto tradurre questa canzone ascoltando solo il cuore e la lore del gioco.
Qui sotto trovate i versi della traduzione ufficiale dal giapponese affiancati, tra parentesi, dalla mia personale reinterpretazione poetica:
Se ripenso al passato, è così lontano, così lontano.
(Pensare a quel passato mi fa sentire così distante, lontano.)
Il futuro risplendeva all'infinito.
(Era un futuro infinito di possibilità.)
Sotto un bellissimo cielo azzurro, noi avevamo solo un po' di paura.
(Sotto quel cielo azzurro un sacco possibilità da scoprire.)
La finestra si tinge di un colore nostalgico.(Guardando fuori dalla finestra i colori che ammiro sono nostalgici.)
Se continuo a guardare avanti, ci rivedremo ancora?
(Se io vado comunque avanti, ci ritroveremo ancora?)
Il futuro prosegue verso qualsiasi direzione.(Il futuro può avere mille evoluzioni.)
Sotto una grande insegna, vorrei restare a guardare lo scorrere del tempo.
(Ma vorrei poter fermarmi e guardare il tempo che scorre in attesa di te.)
Le cartoline di Capodanno sono diventate meno rispetto a un tempo,
(Le nostre lettere per fine anno sono dissipate rispetto a un tempo,)
ma in questa foto tu sei diventato padre e avevi quell'aria da adulto.
(ma guardando una tua foto vedo che ti sei fatto uomo come lo era tuo padre.)
Non possiamo tornare indietro a quei giorni,(Nessuno ci ridarà il nostro tempo,)
eppure sento che le ferite si stanno curando in silenzio.
(e le ferite sono lente a curarsi in silenzio.)
Se ci incontrassimo di nuovo, di cosa dovremmo parlare?
(Cosa ci diremmo se ci rincontrassimo ora?)
Se ci incontrassimo di nuovo, di cosa dovremmo parlare?
(Quali parole ci rivolgeremo per prime?)
Vorrei solo farti vedere come sono cresciuto.(Vorrei solo tu vedessi quanto sono cresciuto.)
Se continuo a guardare avanti, ci rivedremo ancora?
(Se io vado comunque avanti, ci ritroveremo ancora?)
Il futuro prosegue verso qualsiasi direzione.(Il futuro può avere mille evoluzioni.)
Sotto una grande insegna, vorrei restare a guardare lo scorrere del tempo.
(Ma vorrei poter fermarmi e guardare il tempo che scorre in attesa di te.)
Verso persone e luoghi che non potrò mai più rivedere, apro una finestra.
(Così attraverso una finestra osservo il tempo degli altri.)
Se ripenso al passato, è così lontano, così lontano.
(Pensare a quel passato mi fa sentire così distante, lontano.)
Il futuro risplendeva all'infinito.
(Era un futuro infinito di possibilità.)
CONCLUSIONE: IL RISPETTO SACRALE PER L'ANIMA DEL TESTO
Chi mi segue qui su Chridheofthebooks conosce bene la mia posizione: spesso l'ostinazione di voler tradurre e cantare in italiano brani nati in altre lingue distrugge la magia originale, trasformando l'arte in una parodia per inseguire i trend dei social.
Credo fermamente nel rispetto sacrale del testo.
Eppure, questa esperienza nata da un commento di pancia su TikTok mi ha dimostrato che esiste un'eccezione:
quando la struttura e l'arte si incontrano, l'adattamento smette di essere una forzatura e diventa una riscrittura poetica capace di amplificare l'emozione.
Mettersi nei panni di una paroliere mi ha fatto capire quanto sia sottile il confine tra una traduzione letterale pigra e un'opera che funziona.
Con l'adattamento metrico di Passion ho voluto raccogliere una sfida con me stessa: dimostrare che l'italiano possiede ancora quel vocabolario ricco di sfumature in grado di restituire la solennità di una saga.
Questo testo, condiviso privatamente con Noemi in un momento di pura e bellissima curiosità intellettuale, è il mio modo di dimostrare che si può fare adattamento senza far "sanguinare le orecchie" a chi ama la musica.
Significa interpretare emozione per emozione, capendo esattamente dove poggia il proprio cuore con quel testo là.L'adattamento cantabile e la reinterpretazione poetica che avete letto sono il mio personale ponte tra i ricordi d'infanzia e un futuro infinito di possibilità. Chissà se un giorno queste note prenderanno vita...
Se volete approfondire la mia filosofia sulla traduzione musicale e scoprire come ho applicato questo stesso approccio "di cuore" ad altri mondi, vi invito a leggere anche il mio precedente articolo:
Lì esploro ancora più a fondo il confine tra l'immersione nella storia e le forzature dei trend moderni.
Nel frattempo, lascio la parola a voi, la community di Chridheofthebooks.
Vi ritrovate in queste immagini e nei legamenti con la lore di Sora e Roxas, o preferite restare ancorati alla versione inglese?
Vi aspetto sotto nei commenti eh!

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