L'Anatomia del Cuore: Come Orihime Inoue ha sconfitto il Nichilismo e conquistato il diritto alla Pace (Lo scontro con il vuoto, la ridefinizione della forza e il sacro diritto di non fare della stabilità una tomba) parte3/3
Parte 3/3
L'Anatomia del Cuore: Come Orihime Inoue ha sconfitto il Nichilismo e conquistato il diritto alla Pace
(Lo scontro con il vuoto, la ridefinizione della forza e il sacro diritto di non fare della stabilità una tomba)
Vi è un'abitudine pigra e superficiale nel modo in cui il mondo analizza i percorsi evolutivi, sia nelle pagine dei manga sia nelle traiettorie delle nostre vite reali.
Si tende a catalogare la forza solo quando fa rumore, quando impugna una spada, quando si impone con l'aggressività o quando risponde a schemi mentali rigidi e preimpostati, in cui sei costretta a essere sempre e solo una singola, immobile versione di te stessa.
Per anni, la critica e il fandom si sono divisi su Inoue senza mai comprenderne l'anatomia spirituale:
da un lato gli hater, che l'hanno liquidata come la damigella indifesa delle prime stagioni, e dall'altro i difensori tecnici, impegnati a misurare i confini divini del suo potere di "Rifiuto degli Eventi".
Ma nessuno ha mai scavato in ciò che accade quando un'anima decide di smettere di abitare le retrovie della propria esistenza per affrontare il vuoto del mondo, ridefinendo il concetto stesso di vittoria.
Per capire questo passaggio rivoluzionario, dobbiamo tornare nell'oscurità dell'Hueco Mundo, al cospetto di Ulquiorra.
Lo scontro tra Inoue e la Quarta Espada non è mai stato un duello fisico, ma una collisione filosofica tra il nichilismo più assoluto e la pura presenza d'anima!
Ulquiorra rappresenta il cinismo, quello più cinico di chi si è svuotato di ogni emozione per non soffrire, la logica fredda che dichiara che se una cosa non si può vedere o toccare, allora non esiste minimamente alla sua vista e /o nei suoi pensieri.
Molti, analizzando la fine di questo legame, hanno parlato di un innamoramento classico, ma la verità è molto più profonda e sacra a mio dire e per come ho e vivo Bleach.
Non era amore provato per la prima volta.
Era rispetto, e una sorta di affetto.
Analizzando quel momento esatto in cui Ulquiorra, prima di scomparire, allunga la mano verso Inoue, si avverte una dolorosa tristezza:
la tristezza di vedere un'entità che muore proprio nell'istante in cui stava imparando a capire se stesso e la voglia di capire gli altri. Quel gesto finale non è un atto di disperazione, ma un ringraziamento verso di lei.
Inoue, per quanto possibile, è riuscita non a cambiarlo, ma a fargli capire che non tutto era piatto e vuoto come pensava lui.
Lo ha scosso dal suo sonno come dissi poc'anzi di Nichilismo estremo che viveva come verità assoluta per tutto.
Tuttavia, invero, questo trionfo poetico porta alla luce una consapevolezza terapeutica fondamentale che ho dovuto comprendere sulla mia pelle:
curare non equivale a salvare, o aggiustare.
Proprio come fare da scudo non salva l'altro se l'altro non vuole essere salvato, perché la forza di salvarsi appartiene solo a chi decide di viverla.
Ricordate bene queste mie parole cari lettori...miei Chridheiani.. potrebbero salvarvi da pensieri solitario e dolorosi .
La colpa e l'illusione del controllo devono essere estirpate dall'empatia.
Noi possiamo curare, possiamo offrire una visione, ma la forza è in chi la vive come tale, senza dargli una forma prestabilita, ma creandola e vivendola davvero attimo dopo attimo.
Tengo molto a fare questa distinzione tra curare, aggiustare e salvare , sentendo sia una delle verità più lucide e mature che io possa esprimere.
Inoue non "aggiusta" Ulquiorra, ma gli offre la possibilità di vedere può esistere un cuore( anche solo come concetto), e la scelta di tendere la mano e comprendere spetta a lui.
Qui si compie la transizione verso la Guerra dei Mille Anni e verso la ridefinizione del femminile e della forza.
La trappola più grande è credere di dover mutare l'aggressività degli altri in quiete per essere considerati validi.
Se pur Inoue rimanga nelle retrovie del campo di battaglia, cambia totalmente "postura" a un certo punto.
La sua non è più una fuga per non creare problemi o per nascondersi, ma una scelta sacra di protezione.
Diventa l'ancora e lo scudo di Ichigo, dimostrando che la forza non ha bisogno di distruggere per esistere, ma può manifestarsi come una certezza impenetrabile che regge l'urto dei colpi di un dio.
È proprio nell'epilogo della storia, però, che si scatena la critica più feroce del pubblico, ed è qui che si nasconde la chiave di volta del mio intero percorso.
Molti lettori hanno vissuto il finale di Bleach ( in cui Inoue si sposa, crea una famiglia e costruisce una casa normale)come un ridimensionamento, una sconfitta sotto molti punti si vista,come se il finale avesse tappato le ali alla guerriera che era nata in battaglia.
BAGGIANATE direbbe anche il buon caro Anacleto..
Questo accade perché la gente confonde la stabilità con la resa.
Ma cosa significa davvero conquistare un proprio luogo dopo aver attraversato il deserto del trauma, della solitudine e dell'abbandono?
Significa vivere una vita in cui si è tutto ciò che si ha scoperto.
La stabilità di una casa, di un amore, di un proprio luogo... non deve essere una tomba.
Non è un punto di arresto in cui ci si siede e si dimentica la bramosia di vivere e sentire tutte le sfumature.
Al contrario, è la fortezza da cui partire. Bisogna accettare le sfaccettature, il voler essere egoiste e pensare prima a se stessi e poi agli altri.
L'altruismo NON equivale e non significa annullarsi, oppure mettere prima gli altri senza sapere cosa noi vogliamo, perché col tento diviene profondamente deletereo per la nostra vita ...
Ti svuota, ti spezza e ti lascia a raccattare i cocci da sola nel silenzio, mentre il mondo pensa che tu "viva sulle nuvole".
Inoue ha probabilmente capito che ha valore, e che la sua felicità merita di esserci indipendentemente dalla vita e dai bisogni degli altri.
Non ha rinnegato la sua forza: è diventata una guerriera consapevole e, se serve, tornerà a lottare con tutto ciò che ora ha costruito.
Ma non deve farlo solo per essere fedele a schemi mentali rigidi o alle aspettative di una community che la voleva vedere trasformata in una guerriera solo armata di forza bruta.
La sua vittoria più grande è stata rivendicare il diritto alla pace, alla normalità ( perché mai no?!) , dimostrando che si può proteggere l'universo intero senza mai perdere la propria purezza.
La stabilità non è l'antitesi dell'esplorazione, ma la sua condizione necessaria.
Se non hai un luogo tuo, se non sai cosa vuoi tu, non stai esplorando il mondo: stai solo scappando, o ti stai lasciando trascinare
Abbiate il coraggio di costruire la vostra casa, la vostra Avalon interiore, senza temere che diventi una gabbia.
Imparate a costruire una casa dentro le vostre stesse ossa!
La fortezza interiore che canto in The Truth of the Soul - First Ego
Imparate a disimparare il sacrificio incondizionato.
Togliete la maschera del sorriso forzato e abitate ogni singola sfumatura del vostro essere, perché la vostra anima ha finalmente il diritto di stare dritta, di occupare il suo spazio e di gridare al mondo che la propria felicità non è un peso.
È l'unica verità che conta.
Con Amore mio Cenere,

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