Il Tronco Spaccato: L'indagine storica e biologica che i dogmi vi nascondono
Questo secondo articolo che ho scritto, è basato sullo sfruttare il metodo filologico per smontare il falso monoteismo di Abramo e rivelare la scioccante verità fratricida sul conflitto in corso in Medio Oriente.
Nella mia recensione di "I cieli in fiamme" vi avevo promesso che non mi sarei fermata alla superficie. Quando si decide di fare della verità il proprio cammino, e si decide di scardinare i dogmi della Chiesa (come magistralmente illustrato da Biglino nei suoi lavori), crollano non solo le dottrine teologiche, ma anche le narrazioni geopolitiche che oggi vengono usate per manipolare i popoli e perpetuare l'odio attraverso lo scorrere del tempo.
Oggi voglio condividere con voi un'indagine certosina che parte dalle radici filologiche del passato per smontare le maschere del presente.
La menzogna del Monoteismo Originario: L'Apocalisse di Abramo
Le religioni monoteiste celebrano Abramo come il capostipite assoluto della loro fede, ma lo fanno fingendo di non sapere cosa dicono i testi antichi. Nell'Apocalisse di Abramo, un testo sacro considerato apocrifo dalle teologie ufficiali (proprio perché scomodo), emerge una realtà chiarissima: tutta la famiglia di Abramo era politeista.
I nostri antenati non conoscevano il monoteismo, ma l'Enoteismo: una cultura religiosa che accettava e pregava più divinità, ammettendone l'esistenza senza che nessuna avesse l'esclusiva o il primato assoluto su Yahweh. Il "Dio Unico" è un'invenzione successiva, un filtro teologico creato a tavolino per incatenare la mente umana.
La Stirpe di Salomone e la scissione biologica
Il vero disastro politico ed etnico inizia 700 anni dopo Giacobbe (Israele), i cui dodici figli diedero vita alle famose dodici tribù che inizialmente emigrarono in Egitto per via di una carestia, subendo poi la schiavitù prima che Mosè (della linea sacerdotale dei Levi) le liberasse guidandole nel deserto per 40 anni. Sotto Salomone il regno si unì, ma alla sua morte, nel 930 avanti Cristo, suo figlio Roboamo compì un errore politico che fu fatale: aumentò drasticamente le tasse. Questo scatenò la rivolta delle 10 tribù del Nord e del Centro, che si separarono creando il Regno d'Israele. I discendenti legittimi di Salomone rimasero così a regnare solo su una piccola porzione a Sud: il Regno di Giuda, con capitale Gerusalemme.
Ed è qui che la storia si trasforma in una bottega di falegnami. Giuseppe, appartenente al ceppo del ramo genealogico di Re Davide e ultimo erede non regnante della linea salomonica (in pratica un principe povero), adottando Gesù gli passerà legalmente il titolo legittimo di Re dei Giudei. Ma nel frattempo, i disastri geopolitici e l'invasione babilonese del 586 a.C. avevano già distrutto il tempio e disperso il popolo.
Il decreto di Adriano: Come è nato il nome Palestina
Ciò che oggi la propaganda ci nasconde è che la separazione non è un fatto di fede, ma un decreto dell'Impero Romano. Nel 135 dopo Cristo, dopo aver schiacciato l'ennesima rivolta ebraica, l'imperatore Adriano decide di punire i ribelli cancellando la Giudea dalle mappe geografiche. Prende il nome dagli antichi Filistei (il popolo del mare originario della Grecia che si era stanziato a Canaan 3200 anni fa, i vecchi nemici di Davide e Golia) e rinomina l'intera regione "Palestina".
Da quel momento, per punizione di Roma, chiunque fosse rimasto a vivere in quel territorio ( non importa se discendente del Nord o del Sud) riceve l'etichetta collettiva di "Palestinese". Nel settimo secolo d.C., con le conquiste arabe, questa popolazione locale rimasta lì col sangue antico adotta la lingua araba e l'Islam.
Dal Mandato Britannico al 1948: Il secolo del caos
Questo meccanismo di controllo e divisione ha trovato il suo culmine distruttivo nel Novecento. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, con il crollo dell'Impero Ottomano, la Palestina passa sotto il Mandato Britannico. Gli inglesi, per puro calcolo politico, creano un caos insanabile: promettono una "casa nazionale" agli ebrei e contemporaneamente promettono l'indipendenza alle popolazioni arabe locali.
Tra il 1920 e il 1939, i palestinesi vedono arrivare ondate di ebrei che fuggono dai pogrom europei e acquistano alloggi con l'appoggio di Londra. Questo innesca i primi sanguinosi scontri sul territorio. Poi arriva la Seconda Guerra Mondiale e l'orrore indicibile dell'Olocausto: lo Stato di Israele diventa una necessità assoluta di tutela e sopravvivenza per il popolo ebraico. Nel 1947-48 l'ONU interviene per dividere a metà la terra: una parte agli ebrei e una parte agli arabi. Una soluzione geometrica che ignora totalmente la complessa realtà biologica e storica del territorio, scatenando una sequenza incessante di guerre dolenti.
La maschera contemporanea di un'antica faida
La solida realtà storico-biologica ci mostra una verità che nessuno ha il coraggio di dire oggi: chi abita a Gaza o in Cisgiordania e chi governa lo Stato di Israele provengono dallo stesso identico tronco biologico.
✓"Israele" è il nome ripreso da quel ramo che riuscì a scappare da Adriano, visse 2000 anni in esilio conservando l'identità attraverso la Torah e la lingua ebraica, e tra l'Ottocento e il 1948 è tornato per riprendersi la terra degli antenati.
✓ "Palestina" è il nome rimasto a quel ramo di popolazione locale che non se n'è mai andato, che è rimasto attaccato alla terra per 3000 anni ma che nel corso dei secoli ha cambiato lingua e religione, diventando arabo e/o musulmano.
Non è una guerra tra estranei. È lo stesso popolo spaccatosi ai tempi di Salomone che oggi si combatte ferocemente sotto nuove maschere. Una tragedia alimentata e strumentalizzata da organizzazioni come Hamas, che sfrutta la confusione etnica e usa la Sharia e le leggi religiose come pura arma di potere per generare odio.
La storia ufficiale ci vuole ciechi e divisi per conto dei dogmi dei potenti. Ma quando cè chi decodifica il mito e studia le fonti prima dell'inganno, la finzione crolla. Lo spazio diventa fluido come il tempo, il tempo si estende come lo spazio, e l'unica cosa che resta è la verità nuda della nostra storia... Persone come Biglino sono preziose...
Forse guarderemo alla storia odierna con altri occhi e riusciremmo a creare un mondo di pace ..

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