DOMANI NON AVRÒ VOGLIA DI CAPIRE: Il Silenzio Sacro della mia Valchiria


Benvenuti in un capitolo speciale di Chridhe of the books. Questo spazio non ospita un archivio di lettura, ma è il nucleo in cui le pagine scritte prendono vita e si trasformano in suono. "Echi dal cuore" è il mio primo album musicale (disponibile su Spotify e Suno come Chridhe88 o YouTube e molte altre piattaforme): quattordici tracce nate dall'abisso delle mie letture più profonde, dove ogni canzone è legata a me e ai libri, a una filosofia o a un'immagine che ha impresso la mia anima. Quello che state per leggere è il retroscena intimo, spirituale e visivo di una di queste tappe. Trovate tutti i collegamenti ai miei mondi artistici e ai servizi di streaming nella mia pagina ufficiale Beacons


DOMANI NON AVRÒ VOGLIA DI CAPIRE:Il Silenzio Sacro della mia Valchiria


Questo brano non nasce da una folgorazione improvvisa, ma da un processo di decostruzione lento, spietato e profondo. È la fine di un ciclo di letture, analisi e riflessioni che mi hanno portata a smontare, pezzo dopo pezzo, i dogmi della Chiesa e le verità preconfezionate che il sistema ci impone fin dalla nascita. 

Lo sbattezzo, per me, non è stato un semplice atto burocratico: è stato un vero e proprio rito di purificazione intellettuale. Quando decidi di non ascoltare più nessuno e di diventare la tua stessa bussola, si crea un vuoto intorno a te. Ma è un vuoto sacro, uno spazio di libertà.

In quel silenzio profondo ho capito che la rabbia, che la morale comune ed ecclesiastica etichetta sempre come "peccato" o debolezza da reprimere, era in realtà il mio motore. Non era distruzione fine a se stessa: era l'involucro protettivo che conteneva tutto il mio amore. È stata la forza primordiale che mi ha permesso di superare le macerie e le difficoltà della vita. Ho smesso di fare da spugna, di assorbire il veleno altrui per compiacere gli altri. 

"Una volta ascoltati..me ne sbatto il cazzo. Si nasce soli, si muore soli, e io ho deciso che non porterò mai più pesi che non siano i miei."

Il testo di questo brano è un collage di carne e sangue. Non ho cercato la rima baciata, la metrica pulita o il compromesso commerciale. È una scrittura cruda, viscerale, quasi sgraziata nella sua struttura. È una lettura vera e propria nata unendo e fondendo insieme i frammenti dei post che ho scritto di mio pugno su Instagram nel corso degli anni. È il diario di bordo di una metamorfosi.

“Sono all'estero di me stessa, torno solo per le emergenze. Un egoismo necessario, un’assenza che mi protegge."


Essere "all'estero di sé stessa" significa aver costruito un confine sacro e invalicabile. È un isolamento protettivo, un'assenza necessaria per difendere il proprio nucleo dalle frequenze dogmatiche del mondo esterno. È l'istante esatto in cui smetti di credere a loro e ti accorgi della Valchiria che sei sempre stata. Invecchio e scelgo a chi dare l’anima. Mostro solo quello che voglio, parlo solo di ciò che decido. 

Quando ho passato queste parole a Suno AI, sapevo che la struttura musicale doveva essere violenta, d'impatto, per poi spezzarsi improvvisamente. Il pezzo parte ipnotico e minimale, poi il basso entra profondo e sporco, finché la tensione del pre-chorus non esplode in un Alternative Metal massiccio, guidato da riff di chitarra a 8 corde. È l'urlo liberatorio, lo sfogo totale e potentissimo del climax: 

“NON SONO PERFETTA,

 SONO FINALMENTE MIA!

 VA TUTTO BENE COSÌ!

 DOMANI NON AVRÒ VOGLIA DI CAPIRE!”


Ma la vera magia di questo brano, la sua frequenza emotiva più alta, si nasconde nel contrasto finale. 

Mentre la distorsione metallica sfuma e muore in un pianoforte caldo e morbido, la rabbia si dissolve all'istante. Crolla la messinscena del mondo, finiscono i ricordi del passato e le ultime battute ci scaraventano nel presente assoluto: 

“Spero di morire il più tardi possibile...

 ho due mice da crescere. 

Va tutto bene così.”


Dietro questa apparente semplicità, quasi sembrasse una frase scollegata dal resto, si nasconde il mio segreto più grande. Il sistema, la società e i dogmi cercano di convincerti che l'isolamento sia una condanna, che se ti allontani sei "sola". La testa prova a uccidere il cuore sussurrando parole di solitudine, ma mente.

La verità è che quando entro in contatto con le mie due mice, io non sono sola. Non ho mai provato solitudine, nemmeno per un secondo. Loro sono una il mio Famiglio, e l'altra la manifestazione fisica del mio Daimon. Sono le due figlie della mia anima. Scegliere di vivere e proteggere loro è il mio primo vero atto di egoismo sacro, la mia risposta a un tempo cinico che scorre senza guardare in faccia nessuno. In quel sussurro finale c'è la mia pace, la mia terra ferma. Tutto si acquieta. E va tutto bene così.


Testo Originale di Sara Zannoni: Domani non avrò voglia di capire 


Ho trovato la pace in una parola: Agnostica.

C’è un silenzio sacro nel mio sbattezzo,

un vuoto che ho riempito solo col mio sentire.

Non ascolto più nessuno, sono io la mia bussola,

mi sono salvata nell'istante in cui ho smesso di credere a loro.


Ho smesso di fare la spugna, di assorbire il veleno altrui.

Una volta ascoltati, me ne sbatto il cazzo.

Si nasce soli, si muore soli, e io non porto pesi non miei.

La rabbia è stata il mio motore, mi ha tenuta in vita,

ma mi annebbiava la vista... non vedevo la Valchiria che ero.

Sono all'estero di me stessa, torno solo per le emergenze.

Un egoismo necessario, un’assenza che mi protegge.

Solo chi sa vedermi nel dolore merita il mio ritorno,

un bene immenso che non si spezza, ma nessuno è tenuto ad accettarlo.

HO IMPARATO QUANTO SONO STRONZA E SICURA!

Ho smesso di esserci per tutti, ora ci sono per me!

Le catene si spezzano se credo in quello che voglio,

tutto si realizza, nel bene e nel male!

NON SONO PERFETTA, SONO FINALMENTE MIA!

Invecchio e scelgo a chi dare l’anima.

Mostro solo quello che voglio, parlo solo di ciò che decido.

Ho dato troppo quando le parole erano catene,

ora sono tante persone, tante vite in una sola pelle.

VA TUTTO BENE COSÌ!

HO CAPIRE E HO DIMENTICATO!

DOMANI NON AVRÒ VOGLIA DI CAPIRE!


Spero di morire il più tardi possibile

ho due mice

 da crescere.

Va tutto bene così.



Note aggiuntive di approfondimento:
Sapete, scrissi un post a riguardo tempo fa, in cui dicevo molte delle frasi che ritrovate nella canzone.
Non è un brano che musicalmente può attirare le benevolenze di molti, perché cè molto urlato.
Ma è voluto.
Ho sempre trovato affascinante il dolce e rabbioso, di una voce e ho cercato di farlo percepire nei cambi dei toni.
Ispirandomi agli Underoth ,gruppo che ho sempre adorato in cui è molto evidente questo tipo streaming.

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